Paura del giudizio degli altri: la storia del soldatino di piombo

Conosci la storia del soldatino di piombo di Hans Christian Andersen?

In una casa come tante, la mattina di Natale, un bambino scarta il suo regalo: è una scatola di soldatini di piombo. Il bambino la apre, tutto contento, soltanto che, ahimé, uno di questi soldatini ha un difetto: è senza una gamba.

In cuor suo, il soldatino di piombo si sente mortificato.
Come è possibile che proprio a lui sia toccata questa sorte vergognosa? Proprio lui, che avrebbe dovuto essere un esempio di gloria e di valore!
Oh, quanto vorrebbe marciare anche lui insieme agli altri, con la sua baionetta in spalla, fiero ed elegante. Ma non può, non così… Così è impossibile.

Il bambino che lo ha ricevuto in dono non ama giocare con il soldatino “difettoso”. Per cui, lo tiene relegato nella sua scatola e, da quella prospettiva, il soldatino può osservare sempre e solo il piatto soffitto grigio.
Tutti i suoi fratelli di piombo si divertono, conquistano continenti, marciano a ritmo, fieri e impettiti, ma non lui. Perché lui è diverso, perché lui è guasto.

Una sera, quando tutta la casa dorme e i giocattoli prendono vita, il soldatino osa fare una cosa che non aveva mai osato fare prima: si sporge dalla scatola e guarda fuori.

Oh, che mondo magnifico!

Il fuoco scoppietta nel camino, spandendo un bel tepore, tutto attorno.
Le carte da gioco prendono il tè, scambiandosi le ultime novità.
I pupazzi si divertono a girare la camera a bordo del trenino meccanico.
E, ovunque, suona una musica dolcissima, che invita a ballare.
Ma da dove viene?

Incuriosito, il soldatino si tira su con un balzo, trova l’equilibrio su una gamba sola e salta fuori dalla scatola.
Sempre a balzelli, si avvicina al comodino vicino al letto, dove è appoggiato un piccolo carillon.

E nel carillon… Una visione!
Una ballerina bellissima e aggraziata, nel suo tutù rosa, rotea su se stessa… su una gamba sola!

Allora è possibile!

Allora, anche per chi è nato senza una gamba, la vita può essere bella!

Il soldatino, con il cuore che martella forte nel petto, si avvicina alla ballerina e si presenta con un profondo inchino.
Lei arrossisce, si ferma, posa l’altra gamba a terra e ricambia il saluto.

Alla visione dell’altra gamba della ballerina, il soldatino sente un groppo in gola. Era un inganno… Non era vero. Lei ha sempre avuto due gambe, anche quando piroettava così leggera, al ritmo della dolce melodia.

Il sorriso del soldatino svanisce dal suo volto, fa dietrofront con un balzello. Ma sente una mano delicata posarsi sulla sua spalla.

“Aspetta,” dice la ballerina, con un sorriso che le illumina il volto. “Vuoi ballare insieme a me?”

Stupito e al settimo cielo per la felicità, il soldatino prende la mano della ballerina e i due iniziano a piroettare, al ritmo del carillon, e tutte le preoccupazioni sembrano ormai un ricordo lontano.

Al termine della notte, i due si congedano. Il soldatino, con una sensazione di leggerezza nel cuore, torna a dormire nella sua scatolina.
Quante avventure, in questa magica notte!

E come è stato possibile, dopo tanti giorni e notti fermo a fissare un soffitto grigio, sempre uguale a se stesso?

Per la prima volta, ha fatto qualcosa che pensava di non essere in grado di fare.
E lo ha fatto perché si è sentito, per un momento, libero dal peso del giudizio altrui, dalla vergogna del confronto con gli altri.

Solo dopo, ha capito che la ballerina non era come lui. Aveva due gambe, eppure… Ha voluto lo stesso ballare con lui tutta la notte!

Forse, essersi paragonati così a lungo agli altri, gli aveva fatto dimenticare che ognuno di noi è unico e, non per questo, deve sentirsi sbagliato, o difettoso.

Ognuno può trovare la sua musica dolcissima. E decidere di ballare e volteggiare al suo ritmo, senza paura del giudizio degli altri.

Ci sarà sempre qualcuno pronto a giudicare, è vero, ma la scelta di come reagire dipende da ognuno di noi.

Preferisci una vita passata a guardare il grigio soffitto, per paura che qualcuno ti giudichi e ti derida, oppure una vita che ti fa battere il cuore, a prescindere da quello che diranno gli altri?

A te la decisione. 🙂

Dott. Massimiliano Compagnone, Psicologo

Facebook
Twitter
LinkedIn
contattami

Sono felice di conoscerti. Scrivimi e ti risponderò entro 48 ore.