Elaborazione del lutto: la storia del Principe Felice

Elaborazione del lutto.

Conosci la storia del Principe Felice di Oscar Wilde?

Nel centro esatto della piazza di una grande città, sorge la statua di un principe, luminosa e austera, tutta ricoperta di sottili foglie d’oro. I suoi occhi sono due zaffiri e un grande rubino riluce, incastonato nell’elsa della sua spada.
Da lassù, può vedere tutta la valle. Lo chiamano “Il Principe Felice”.

Una notte, una rondine, in ritardo rispetto alle sorelle, per la migrazione verso le calde terre d’Egitto, si ferma a riposare sotto la statua. D’improvviso, qualcosa di umido le cade sul capo.
Alza lo sguardo e vede il Principe Felice che versa lacrime amare.

“Perché piangi?” chiede la rondine. “Hai tutto quello che si può desiderare al mondo. Oro, zaffiri, rubini.”

“Eppure sono triste,” risponde il Principe, “Perché non so che farmene delle mie ricchezze, se non posso aiutare gli altri, meno fortunati di me.”

La rondine, presa da compassione, chiede come aiutarlo.

“Vedi in quella casina piccina picciò, in fondo alla valle?”, dice il Principe, “Là abita una povera sartina. Di giorno, cuce e cuce, fino a finirsi le mani. Di notte, veglia al capezzale di sua figlia, gravemente malata. Non ha denaro per comprare cibo o medicine. Estrai il rubino dalla mia spada e portalo alla sartina, affinché possa curare sua figlia.”

La rondine obbedisce. Quando torna, il Principe è un po’ meno splendente e un po’ più felice.

La sera successiva, tuttavia, un’altra lacrima la coglie.

“Cosa c’è, Principe?” chiede.

“Vedi lassù, in quella gelida soffitta? C’è un giovane poeta intento a scrivere la sua opera. Deve consegnarla in tempo al direttore del teatro. Tuttavia, le mani gli tremano per il freddo e lo stomaco brontola per la fame. Per favore, cara rondinella, porta uno dei miei occhi di zaffiro a quel giovane, affinché possa scaldarsi e nutrirsi, così da completare la sua opera.

La rondine obbedisce. Quando torna, il Principe è un po’ meno splendente e un po’ più felice.

La sera successiva, appena arrivata, la rondine chiede: “Come posso aiutarti, Principe?”

“Poco fa, una povera bambina che vende i fiammiferi ha fatto cadere i suoi fiammiferi sulla neve. Se non porterà a casa qualche soldo, suo padre la picchierà. Per favore, cara rondinella, donale il mio secondo occhio di zaffiro.”

“Ma, così, non vedrai più!”

“Fallo, ti prego.”

“Farò come vuoi,” risponde la rondine, “ma, da oggi in poi, io sarò i tuoi occhi. Volerò sulla città e ti dirò come sta la tua gente.”

“Grazie, sei una creatura dal cuore d’oro!”

E, così, la rondine obbedisce, ancora una volta. Quando torna, il Principe è un po’ meno splendente e un po’ più felice.

Da quel momento, è lei a vedere per lui e a informarlo su chi ha più bisogno del suo aiuto. Poco alla volta, il Principe le chiede di togliere le sottili foglie d’oro che ricoprono il suo corpo e di distribuirle tra i poveri della città.

Di giorno in giorno, il suo corpo si fa sempre più grigio, sempre meno splendente.
Finché, non si spoglia del tutto dell’oro.

Adesso, è pieno inverno. La neve cade lenta. La rondine e il Principe sono sempre più stanchi. Ormai è tardi per migrare e tutte le gemme preziose risplendono altrove, tra le persone che più ne avevano bisogno.
Il Principe, ora Felice sul serio, e la sua fedele rondinella, si coricano insieme e non si svegliano più.

Al mattino, gli abitanti della città, vedendo la statua priva di bellezza e regalità, decidono di abbatterla e di fonderla. Ma il piccolo cuore di piombo del Principe non si scioglie.
Rimarrà per sempre insieme a tutte le persone che ha aiutato.

Elaborare il lutto di una persona a noi cara può essere un periodo molto duro.
Superare il dolore della perdita, talvolta, sembra impossibile.

Eppure, non dovremmo mai dimenticarci che, proprio come il Principe Felice, ognuno di noi dona al mondo i suoi beni più preziosi. Quando il nostro tempo finisce, la vita arriva alla sua ultima stazione.

Come la piccola rondine e la statua del Principe Felice, ognuno di noi assolve al suo compito e, poi, se ne va.

Ma il suo cuore, le sue buone azioni, i doni che ha fatto durante tutta la sua vita, rimangono per sempre e permangono dentro di noi, come quel piccolo cuore di piombo, che non si scioglie.

La loro veste esteriore muta. Ma la loro essenza rimane per sempre.

Se senti il bisogno di un supporto psicologico per affrontare l’elaborazione di un lutto in famiglia, o di una persona che ti sta a cuore, contattami.
Sarò pronto ad ascoltarti e supportarti.

Dott. Massimiliano Compagnone, Psicologo

Facebook
Twitter
LinkedIn
contattami

Sono felice di conoscerti. Scrivimi e ti risponderò entro 48 ore.