Autostima: come coltivare la stima di sé

Autostima: come avere più stima di se stessi e migliorare la propria vita

Autostima: cos’è e a cosa serve?

“Io credo in me stesso. Io sono coraggioso. Io posso realizzare qualunque cosa intraprenda.”

Napoleon Hill

L’autostima non è una caratteristica innata e immodificabile, bensì un paradigma che può essere coltivato tramite apposite strategie cognitive.
Ciò significa che aumentare l’autostima è un processo possibile per chiunque, proprio come, con appositi esercizi fisici, è possibile aumentare la muscolatura del corpo.
In questo articolo il Dottor Massimiliano Compagnone risponde alla domanda: “Come avere maggiore stima di me?”, affrontando il tema dell’autostima anche in rapporto alla sfera dell’amore, delle relazioni e lavorativa.
In fondo all’articolo, vengono fornite 4 strategie per accrescere la propria autostima, che possono essere messe in pratica fin da subito, per potenziare la propria maturità emotiva.

Da cosa nasce una bassa autostima?

Il processo di costruzione dell’autostima nasce insieme a noi. L’infanzia è una fase fondamentale, in cui si pongono i fondamenti per un’alta autostima o, viceversa, per una bassa stima di se stessi. Genitori ed educatori giocano un ruolo fondamentale: il loro approccio educativo, la loro forma mentis e la loro stessa dose di autostima vanno a influenzare la psiche e la sfera emotiva del bambino. In altri termini, genitori con bassa stima di sé avranno la tendenza a giudicare e criticare molto il bambino, sottolineando difetti e punti deboli e ciò potrà avere ripercussioni che lo porteranno a diventare un adulto insicuro, indeciso e giudicante. Tuttavia, è bene ricordare che l’educazione ricevuta durante l’infanzia non determina in modo definitivo il livello di autostima di una persona. In ogni momento, chiunque può decidere di lavorare su se stesso, prendersi cura della propria maturità emotiva ed apprendere strategie efficaci per aumentare l’autostima, diventare più sicuro di sé e raggiungere con maggiore facilità gli obiettivi di vita e professionali.

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“Perché mi giudico e ho poca stima di me stesso?”

Al di là dell’educazione e dell’imprinting genitoriale, il processo di formazione dell’autostima è influenzato dalla relazione tra due componenti: il sé reale e il sé ideale.

Il sé reale corrisponde a ciò che siamo veramente.
Il sé ideale, invece, è la visione idealizzata che abbiamo di noi stessi, delle nostre vite e dei nostri risultati.
Quanto più grande è la discrepanza tra visione ideale di sé e vero sé, quanto più si abbasserà l’autostima.
Ciò comporta che, se la persona ha obiettivi troppo alti, una visione di sé irrealistica o impossibile, risulterà sempre frustrata a causa della mancata corrispondenza tra le sue aspettative e il sé oggettivo.
In quest’era digitale, i Social e la pubblicità possono influenzare molto in tal senso. Essere sottoposti alla visione ripetuta di foto perfette, che racchiudono momenti di vita esteticamente belli, composti e ordinati, può causare frustrazione, perché essi fanno nascere il paragone con la propria situazione reale, imperfetta e, al confronto, disordinata.
Un valido allenamento per accrescere la stima in se stessi è proprio quello di smettere di paragonarsi agli altri, alle vite ideali promosse dalla comunicazione sui Social, o alle false aspettative di parenti, amici, genitori, società, contesto sociale, ecc…
Ritornare a se stessi e accettarsi così come siamo è un primo importante passo per ristabilire un rapporto di cura e amore verso la propria persona.

“Non sforzarti di essere migliore degli altri, cerca di essere migliore di te stesso.”
William Faulkner

Problemi di chi soffre di bassa autostima

La bassa autostima e mancanza di amor proprio sono alla base di moltissimi fastidi e difficoltà che colpiscono persone di qualunque genere, età e cultura.
Tra le conseguenze negative di soffrire di bassa autostima possiamo citare:

  • Una bassa opinione di sé, che ci porta a sminuirci e considerarci inferiori alle altre persone, vicine o estranee alla nostra sfera affettiva.
  • Difficoltà a prendere decisioni, poiché non si è sicuri di quale sia la scelta giusta e si temono ripercussioni, o ripensamenti.
  • Continuo giudizio negativo su di sé, auto-critica eccessiva e non corrispondente allo stato reale delle cose.
  • Pensieri demotivanti, distruttivi e negativi.
  • Desiderio di approvazione da parte degli altri, con possibile attuazione di comportamenti che mirano a ottenere il plauso e il favore altrui.
  • Alta suscettibilità alle critiche e, di conseguenza, difficoltà a impegnarsi concretamente per la propria crescita emotiva, in qualunque ambito.
  • Tendenza a fidarsi in modo eccessivo o a-critico di persone che appaiono più autorevoli, sicure e competenti (con possibilità di cadere vittima di raggiri, o malintenzionati).
  • Tendenza a evitare situazioni avvertite come troppo complesse, per cui non ci si ritiene “all’altezza”, o “degni”.
  • Tendenza a demotivarsi di fronte agli ostacoli e alle difficoltà. Ciò può portare ad abbandonare un’impresa, una relazione o un corso di studi, solo perché ci si trova di fronte a un momento critico, avvertito come insuperabile.
  • Problemi di basse performance, in ogni ambito (da quello scolastico, a quello lavorativo, fino a quello sportivo).

L’individuo che soffre di bassa autostima può impegnarsi a fondo per raggiungere un obiettivo, ma la tendenza a sminuirsi e i pensieri negativi intrusivi lo boicottano “dall’interno”.
Ciò significa che, a parità di preparazione e condizioni esterne simili, chi ha una bassa stima di sé può essere portato a ottenere risultati peggiori, ad esempio in un esame, un test, un progetto lavorativo, o perfino in una relazione interpersonale.

Bassa autostima e vita affettiva: come si coniugano amore e stima di sé?

Una bassa autostima può essere alla base di un rapporto di coppia problematico, all’insegna dell’incomprensione, dei litigi, o, più in generale, della disparità.
Ciò avviene, in primo luogo, per una difficoltà di comunicazione nella coppia.
Chi soffre di autostima bassa, infatti, tenderà a reagire male alle critiche, di qualunque genere, o, viceversa, potrà adottare atteggiamenti di iper criticismo nei confronti degli altri, per paura di essere lui stesso l’oggetto della critica.
È possibile, inoltre, che l’immaturità emotiva di uno o entrambi i partner inneschi un tipo di relazione tossica, o malsana, in cui uno dei due tende a prevalere, o ad adottare atteggiamenti manipolatori, vittimistici, o persecutori.
Il primo passo per affrontare una crisi matrimoniale o di coppia è, pertanto, lavorare singolarmente sulla propria autostima, alla base di rapporti interpersonali sani e consapevoli.

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Autostima e lavoro: difficoltà lavorative e come affrontarle

Il posto di lavoro è un altro ambito dove le persone con bassa autostima possono riscontrare difficoltà.
Le persone con bassa autostima, benché preparate e competenti in ciò che fanno, rischiano di compromettere il proprio lavoro, in quanto attivano in modo automatico delle risposte emotive immature di fronte ad alcune situazioni professionali. In particolar modo, quando si trovano a dover rendere conto di un errore

Tra queste risposte emotive troviamo

  • Tendenza a confondere i risultati lavorativi (negativi o positivi) con il proprio valore come individuo in generale. Ciò viene comunemente definito come “prenderla sul personale”.
  • Difficoltà ad accettare le critiche.
  • Tendenza a giustificare i propri comportamenti e reiterarli, anziché cercare di comprendere dove si è sbagliato, così da non commettere gli stessi errori.
  • Tendenza a ricercare un “colpevole” su cui scaricare la colpa di un possibile errore, con l’obiettivo di preservare una buona opinione di sé con capi, colleghi o responsabili.

Tutti questi comportamenti, spesso inconsapevoli, possono avere come conseguenze:

  • Difficoltà a ottenere promozioni, aumenti, o premi lavorativi.
  • Scarsa autorevolezza agli occhi di colleghi e figure responsabili.
  • Difficoltà a lavorare in team.
  • Senso di frustrazione, perché, nonostante ci si impegni al massimo, i risultati non corrispondono ai nostri sforzi.

Nei casi più gravi, i capi dell’azienda possono decidere di allontanare o far retrocedere la persona con scarsa stima di sé, in quanto viene percepita come una figura problematica, con basse prospettive di crescita.

Ricerca di lavoro e autostima

La bassa autostima può incidere anche nella ricerca di lavoro, in quanto le persone insicure tendono a presentarsi in modo non efficace ai recruiter, sminuendosi e non mettendo in luce i propri punti di forza.

Se si lavora in proprio, invece, la bassa autostima può avere effetti negativi nei rapporti con i clienti, portando ad attuare tattiche inconsce atte a compiacerli, quali, ad esempio: diminuire i prezzi; concedere sconti sproporzionati al valore; lavorare costantemente sotto urgenza, o con tempistiche ridotte dettate dal cliente; scendere a compromessi non vantaggiosi.

Appare chiaro, dunque, come lavorare sulla propria autostima, di fatto, abbia ripercussioni anche sulla sfera lavorativa e, di conseguenza, sulla possibilità di crescita economica, sia in caso di lavoro dipendente, sia per quello in proprio

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Bassa autostima: 4 strategie per aumentare l’autostima

Come si fa ad aumentare l’autostima?
Con i miei pazienti strutturiamo percorsi su misura per ristabilire un rapporto sano con se stessi, ricostruendo le basi dell’amor proprio e della stima di sé.
Ogni persona è diversa e necessita di un approccio empatico e personale, basato sul suo vissuto e la sua sensibilità.

Per aumentare l’autostima è possibile, tuttavia, iniziare ad attuare alcune pratiche potenzianti, da mettere in atto nella propria quotidianità.
In questo articolo ti fornisco 4 strategie:

  1. Definire gli obiettivi in modo realistico, scorporando gli obiettivi più grandi in tanti piccoli obiettivi.
  2. Festeggiare ogni piccolo traguardo, ogni tappa che ci avvicina di un passo in più alla meta finale, congratulandosi con se stessi.
  3. Scegliere con cura le parole da dire a se stessi, evitando i “non sono in grado”, “non fa per me”, “non sono tagliato” e sostituendoli con domande, anziché affermazioni. Ad esempio: “Quali elementi mi mancano per riuscire a portare a termine questo lavoro?”; “Cosa intendeva esprimere quella persona che mi ha rivolto parole spiacevoli, e qual era il suo reale obiettivo?”; “Cosa posso cambiare nel mio approccio, per raggiungere la versione di me che vorrei?”
  4. Circondarsi di persone che hanno a cuore la tua crescita emotiva, amicizie e relazioni fidate, all’insegna della parità.

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